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5° Video TG sulle XXIII Deaflympics 2017

Anche in questa giornata i nostri atleti si sono battuti per dare il meglio di loro stessi. Nel bowling il tris formato da Giacubbo, Panelli e Sacchi si è classificato al 17° posto. E’ andata in scena poi la mountain-bike, specialità cross country, tre giri da circa 8,5 km l’uno: l’Italia ha piazzato Cucco al 7° posto, 13° Gabelli, 15° Altobelli 15° e 18° Tramonto.
Nel karate, Di Guido ha riportato un buon 5° posto nel kata e la stessa posizione nel combattimento, perso contro un atleta di casa. Alibrandi, invece, è stato eliminato al primo turno contro un avversario ucraino, che l’anno scorso ai Mondiali aveva battuto.
Nel nuoto, Tamborrino oggi alle 17 disputa la finale dei 1.500 metri stile libero alla quale si è qualificato col secondo tempo assoluto. Mentre Luca Germano nei 200 stile libero chiude la finale al sesto posto dopo essersi qualificato col quinto tempo. Eliminato Simone Lucarini.
C’era molta attesa, poi, per le qualificazioni del giavellotto: nessun problema per Matteo Masetti, che va in finale con un lancio di 59,29 che vale il 6° posto. Finale martedì alle 16.
Tutte le squadre, che oggi scendono in campo per i quarti, si sono allenate, così come l’orientamento.

Basket, le azzurre volano in semifinale: eliminata la Turchia padrona di casa

Una squadra che non molla mai, che ci crede sempre, che quando è sotto non smette di lottare e non si disunisce. Così l’Italia femminile del basket si è guadagnata la semifinale qui alle Deaflympics di Samsun ed entra così di nuovo in zona medaglie, come un anno fa agli Europei di Salonicco. Match in salita per le azzurre, con la Turchia partita sulle ali dell’entusiasmo, trascinata dal pubblico di casa: sul 14-5, figlio di un gioco da tre punti di Aslan, sale un po’ d’ansia e solo Anna Bonomi sembra avere il sangue freddo di continuare a giocare senza paura. Ecrin Kose, stellina turca, sembra incontenibile e nel secondo quarto si rischia il tracollo quando, sull’ennesima palla persa, le padrone di casa si portano a condurre sul 28-15.

A 3′ dall’intervallo, però, si accende la scintilla, quella scintilla speciale che questo gruppo possiede e comincia la riscossa: la difesa stringe le maglie, in attacco un bell’appoggio di Bonomi, una palla recuperata da Sautariello, un contropiede perfetto concluso a rimorchio da Cascio, ancora Sorrentino da sotto e la gara è riaperta magicamente con un parziale di 8-0. Si va negli spogliatoi con la consapevolezza che tutto è ancora possibile. Coach Braida lancia nel quintetto della ripresa la 16enne Noemi Viana che risponde con maturità: alcuni suoi canestri esaltano le compagne e anche a rimbalzo la sua stazza si fa sentire, pur mescolata alle ingenuità della giovane età. Sul 32-29 la Turchia comincia ad andare nel panico, tiene botta ancora per qualche minuto ma alla fine del terzo quarto è riacciuffata da un canestro di Sorrentino. Così l’ultimo quarto comincia praticamente da zero a zero: ma adesso è l’Italia che ha l’inerzia in mano. Sorrentino è ‘calda’ e un paio di plastiche conclusioni lanciano la volata, concretizzata dalle sgroppate di Sautariello: 47-39 al 35′ e sembra fatta. Mai dire mai, però. La Turchia vuole tener vivo il suo sogno e schiera un pressing disperato che produce bagarre in campo: Canali e Galimberti sono sotto pressione e si sfanno sfilare via qualche pallone di troppo che riapre l’incontro sino al 47-45 del 37′.  Ma per fortuna l’aggancio non arriva grazie alla difesa e due liberi di Sautariello che prende un fallo di platino scacciano i fantasmi di una possibile beffa sul filo di lana. Dalla lunetta poi le azzurre congelano il risultato: 53-45 e si vola nelle prime quattro del mondo.

Felicissima e sfinita, coach Sara Braida vuole ringraziare le sue ragazze “per lo spirito di squadra e di sacrificio che hanno sempre dimostrato, l’Italia non muore mai”.

In campo gli azzurri del karate: il bilancio di giornata

Dopo lo judo, le arti marziali mandano in scena il karate. Gli azzurri riponevano grandi aspettative su Pasquale Longobardi, ma il gigante di Napoli è stato eliminato al primo incontro: “L’ucraino che lo ha battuto si è preso la rivincita perché agli scorsi Mondiali era stato il nostro atleta a uscire vincitore dal duello – ricorda il Dt Gerardo Di Gruccio -. Peccato, secondo me Pasquale è rimasto bloccato dal punto di vista psicologico, ma nei prossimi giorni ha altre chances nelle gare open e di squadra”.

Mentre ha rischiato di fare la sorpresa Daniele Di Guido, che ha disputato una buona gara a livello di kata (figura), è stato ripescato ma ha incrociato purtroppo un ottimo avversario, fra l’altro turco: “E in una sfida di pari livello i giudici di gara hanno dato la vittoria all’atleta di casa” sottolinea con un pizzico di amarezza Di Gruccio. Lo stesso Di Guido, poi, è tornato sul tatami per il kumite (combattimento) ottenendo alla fine un 5° posto niente male. “Ma poteva fare anche meglio di così” sottolinea il dirigente azzurro.

Oggi è il turno di Maurizio Tornincasa nella categoria -75 kg, Giuseppe Improta per la categoria -84 kg e ancora Longobardi nella categoria +84 kg: “Questa volta abbiamo concrete speranze di medaglia” assicura il Dt azzurro.

Giavellotto, oggi la finale: Masetti punta al podio

Qualificazione in scioltezza per Matteo Masetti, la grande speranza dell’atletica per la Fssi, nella specialità del giavellotto. Durante la gara di oggi, l’atleta lombardo ha lanciato 59,30, una misura più che sufficiente per andare in finale: “Ma io so che posso fare molto più di così, il mio record assoluto è di 67,40. Però ho preferito restare tranquillo, lanciare una misura controllata e non rischiare infortuni – racconta Masetti -. I miei avversari per il podio? Un venezuelano e uno svedese.  In finale spero di fare 70 metri, sono carico e sento di avere la misura nel braccio”. Appuntamento domani, 25 luglio, al campo di atletica Ilkadim alle ore 16.

Nuoto, gli azzurri fra rimpianti e speranze

E’ sempre difficile raccontare la gara di un atleta favorito che non finisce come si sperava, un uomo che nelle scorse edizioni era l’uomo da battere. Ma gli anni passano e nuovi talenti si presentano sulla ribalta, con dieci anni in meno sulle spalle. Luca Germano, però, non s’arrende: il suo 6° posto nei 200 stile libero racconta che il suo tempo (1’55”90) è stato lievemente inferiore a quello fatto registrare agli ultimi campionati italiani. Ma il fatto è che il brasiliano Kabbach, che si è messo l’oro al collo, ha fermato il cronometro a 1’52”55, tempo che vale il record mondiale.

“Io sono contento ugualmente – spiega il Dt Federico Paria -perché Luca ha 29 anni e i suoi tempi restano stabili, ma il livello si è alzato tantissimo e i cinque atleti che lo hanno battuto nella final hanno tutti fra i 18 e i 21 anni. Ci sono state 6 batterie di qualificazione contro le 3 della scorsa edizione, quindi c’è molta più competizione. Luca comunque è tranquillo, martedì nuoterà i 100 delfino, la sua gara preferita e sono convinto che farà bene”. Al via dei 100 delfino ci sarà anche Fabio Riganti, iscritto anche alla gara dei 50 stile libero. Mentre alle batterie dei 200 sl hanno partecipato anche Lucarini e Tamborrino, quest’ultimo più che altro per allenarsi, che però non si sono qualificati per la finale.

Il 25 luglio sarà una giornata campale per il nuoto azzurro perché è in calendario anche la finale dei 1.500 metri stile libero. Tamborrino, il ragazzo su cui si ripongono grandi speranze, si è qualificato per la finale col tempo di 16’37”19: “Se pensiamo che il record olimpico è di 16’08” ci rendiamo conto di quali progressi possa ancora fare il nostro Federico che nuota in piscina da soli due mesi – ricorda Paria -. E quel tempo, il 2° miglior crono di giornata, lo ha fatto con tutta calma. Il suo avversario è il giapponese Fujihara che ha chiuso al 1° posto con 16’12”33: è quella la sfida che deciderà il podio”.

 

Intervista Luca Aquilino – DT della Nazionale di Calcio

Ieri è stata una partita molto dura, siamo andati sotto di due reti, ma allo scadere del primo tempo siamo riusciti ad accorciare le distanze segnando il 2-1. Nel secondo tempo siamo rimasti in 10 per l’espulsione di Lucio Di Biase, ma nonostante questo siamo riusciti a pareggiare e nei minuti di recupero abbiamo ribaltato il risultato vincendo 3-2. Penso sia stata una partita che non dimenticheremo per tutta la vita. L’emozione non si può assolutamente spiegare, si può solo viverla dentro di noi. I nostri ragazzi sono stati grandissimi e voglio ringraziare lo staff tecnico che ha effettuato un grande lavoro nell’anno di preparazione alle Deaflympics: mister Del Corno, Alessandro Bernardini, Franco Pagani e altre persone che sono venute con noi, da Gelsomini a Melfi. Abbiamo fatto un grandissimo lavoro tutti insieme, e un ringraziamento va anche alla Federazione per avermi dato fiducia in questo lavoro.
L’obiettivo primario era la qualificazione alle fasi finali, nel caso non lo sapeste la Nazionale di calcio non si qualificava da ben 12 anni, e adesso ce la giochiamo con tutti, non abbiamo paura di nessuno.

Mountain-bike, una giornata positiva. Il commento del Dt

Oggi era la giornata della mountain-bike, che ha proposto agli atleti la prova di cross country. Maurizio Tornincasa, Dt della disciplina, così riassume lo svolgimento della prova: “Luigi Cucco è partito bene: al primo giro stava al 10° posto, nel secondo ha recuperato risalendo all’ottavo, quindi all’ultimo giro si è battuto con ancora più ardore, riuscendo a chiudere al 7° posto. Sono molto contento, poi, di Mirco Cappelli, un giovane di 21 anni con poca esperienza, perché alla sua prima esperienza alle Deaflympics: al termine del primo giro era 18°, ma ha lottato tanto riuscendo a chiudere in 13esima posizione. Il terzo atleta al via era Filippo Altobelli, che ha chiuso 16° mentre Marco Tramonto è stato sfortunato perché aveva il cambio della bici difettoso: si è fermato, finendo ultimo, ma poi s’è impegnato tanto e pur avendo un solo cambio ha recuperato, chiudendo  al 18° posto”.

Il bilancio, secondo Tornincasa, è comunque positivo: “Va bene così, perché gli stessi atleti hanno partecipato anche alle gare di ciclismo quindi le gambe erano stanche, lo sforzo è stato grande, c’era poco tempo per recuperare”.

 

Intervista Beatrice Terenzi – DT della Nazionale di Pallacanestro/F

Intervista a Beatrice Terenzi: “Voglio ringraziare innanzitutto la Fssi per avermi permesso di partecipare alle Deaflympics. Questa è la nostra seconda partecipazione, quattro anni fa a Sofia ci siamo piazzate quinte ma quest’anno vogliamo fare meglio, anche se le difficoltà sono tante. Intanto, comunque, ci siamo qualificate per i quarti di finale.
Domani incontriamo la Turchia padrona di casa e quindi avremo un clima abbastanza ostile; però la nostra squadra è tosta e ci crede. Vogliamo arrivare il più lontano possibile.”

Franco Pagani, dal Milan alla Fssi: “Qui ho trovato l’anima dello sport”

Con il Milan di Sacchi, Capello e Ancelotti ha vinto tutto quello che c’era da vincere: ci sono 32 trofei che brillano nella sua bacheca e ben 34 anni in rossonero, praticamente una vita. Ma oggi Francesco ‘Franco’ Pagani è al seguito della delegazione azzurra della Fssi alle Deaflympics. Un onore per la Nazionale di calcio che lo ha tutti i giorni al suo fianco come masso-fisioterapista, ma un’esperienza incredibilmente bella anche per lui, che così la racconta: “Il mio contatto con la Federazione è nato grazie al mister della squadra, Stefano Del Corno, che è della mia zona. Quest’avventura mi piace moltissimo, soprattutto sotto l’aspetto umano, perché ho trovato qui un’anima diversa, che tra i professionisti a volte manca – ammette Pagani -.  Da come si allenano, a come viaggiano in pullman, piccole cose che però ho notato con piacere. Capirsi non è un problema, tutti gli italiani sono bravi a gesticolare”.

Il suo passato nel Milan è stato un sogno realizzato “perché, prima di entrarci a lavorare, ne ero già un tifoso” rivela. Lavorare con allenatori del calibro di Sacchi, Capello e Ancelotti è stato gratificante “perché, prima di tutto, sono dei grandi uomini, veramente” sottolinea. E aggiunge: “Con i giocatori rossoneri ho sempre avuto un buon rapporto perché mi pongo verso di loro con serenità”.

Un’avventura che sta andando nel migliore dei modi: la Nazionale di calcio maschile, che mancava dalle Deaflympics da 12 anni, ha conquistato i quarti di finale con il primo posto nel girone. Domani sera, alle 20, affronterà la Gran Bretagna per credere ancora in un grande sogno del quale, oltre a mister Del Corno, sono stati artefici anche il Dt Luca Aquilino e il coordinatore tecnico Alessandro Bernardini, ritratti nella foto insieme a Pagani, al Team Manager azzurro Massimiliano Bucca e al capo delegazione Lorenzo Belardinelli.

Il ringraziamento del presidente Zanecchia agli atleti, risorsa della Fssi

Ieri sera il presidente Guido Zanecchia e il Consiglio Federale hanno dato il benvenuto agli atleti, ormai al completo dopo l’arrivo dei ragazzi del karate e dell’atletica. Il massimo dirigente della Fssi è apparso raggiante, non solo e non tanto per le 4 medaglie già conquistate dopo sei giorni di gare, ma soprattutto per l’alto numero di atleti portati a Samsun (95), per l’età media che si è notevolmente abbassata rispetto alla precedente edizione di Sofia, segno di un reclutamento più forte tra i giovani sordi, e per la scoperta di alcuni talenti che appena due mesi fa nemmeno conoscevano l’esistenza delle Deaflympics, come Federico Tamborrino, che nuotava in mare con gli udenti e qui in Turchia ha conquistato un bronzo nei 400 stile libero dopo un periodo di allenamento in piscina relativamente breve.

“Sono davvero felice, non solo per me e per la Federazione, ma per voi – ha detto Zanecchia – perché la Fssi non esisterebbe senza gli atleti. Voi avete davanti il futuro, voi siete il nostro futuro”.

Il capo delegazione Lorenzo Belardinelli ha caricato l’ambiente: “Abbiamo già fatto molto bene, cominciando ad arricchire il medagliere e qualificando tutte le nostre squadre per i quarti di finale. Adesso il gioco si fa duro, ma è proprio ora che i duri cominciano a giocare”.

Infine, il segretario federale Paola Valli ha letto la lettera che il presidente del Cip, Luca Pancalli, ha inviato agli atleti della Fssi. Le sue parole hanno colpito il cuore dei ragazzi e dei dirigenti della Fssi, che avvertono sempre più forte la vicinanza del Comitato Italiano Paralimpico.